26 Febbraio 2018
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Storia
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La Nostra Storia
La storia della Polisportiva Podgora affonda le sue radici negli anni immediatamente successivi alla fine della guerra.Erano gli anni della ricostruzione e un po´ come accadeva in tutta la provincia, la vita lentamente tornava alla normalità. Fu così anche a Borgo Podgora, un borgo che, a dire il vero, forse perché nato per primo agli inizi della bonifica per la sua particolare posizione geografica come avamposto per i primi pionieri che giungevano dall´Appia attraverso la vicina Cisterna, ha sempre avuto un grosso peso e un certo carattere di avanguardia, che ancora oggi mantiene, viste le molteplici iniziative che continuamente partorisce, sia a livello sociale che culturale e sportivo. In questo campo ne è esempio l´efficienza della Polisportiva, forse unica veramente tale in provincia. Nacque così nel 1950 l´Unione sportiva Borgo Podgora, appena un anno dopo la fondazione del Cisterna.
Fondatori furono un gruppo di coloni giunti dal nord negli anni trenta ai tempi della bonifica. Si ricordano i nomi di: Carraroli Ervino, Segala Alfredo, Bertocco Olivo, Virgili Guglielmo, Stevanella Natalino e il modenese Ferrari Adolfo che fu eletto presidente e volle, in omaggio alla terra natale, i colori sociali giallo-blu. Il Podgora iniziò nella stagione 50-51 a disputare le prime partite nel campionato del Centro Sportivo Italiano dove giovavano anche la U.S. Cisterna, L´Aprilia, il Sezze, il Gaeta e L´Anxur Terracina e fu proprio quest´ultimo ad infliggere al Podgora nella sua prima partita ufficiale della sua storia, una sonora sconfitta; finì 4-1 per i tirrenici. Allenatore era allora Gennari.
Si andò avanti con il C.S.I. sino al 1958 anno in cui la società, dopo essere passata nelle mani di Natalino Stevanella, cessava temporaneamente l´attività agonistica. In quei 10 anni intanto si era riusciti a convincere l´allora sindaco Vittorio Cervone, l´iniziativa fu portata avanti dal Parroco di ferro, ma tanto amato, Don Angelo Ciarla, a dare al borgo anche un rettangolo di gioco. Infatti per i primi anni di attività si utilizzò l´impianto di Borgo Carso, in quello destinato al Podgora c´erano di mezzo alcuni pali delle prime per nulla efficienti reti elettriche. Ci sarebbe voluto più di un lustro per spostarli! In quegli anni di centro sportivo militarono nelle file dei borghigiani giocatori quasi tutti appartenenti alla comunità di Borgo Podgora: Caselli, Parpinel, Saviana G., De Gol, Crepaldi, D´Aprano Antonio e Alessandro, Di Fiore, Lemma, Ghesservia, molti nomi ricorrenti, spesso padri e parenti dei giocatori che troveremo ancora nella storia della società.
Negli anni successivi alla riforma dei campionati del 1953 il Podgora decise l´affiliazione alla F.I.G.C. iniziando così la lunga e onorevole milizia nei campionati di seconda e prima categoria. Nel 1959 la società che aveva, cessato temporaneamente l´attività venne di nuovo rifondata con il nome di unione sportiva Nuovo Podgora. Facevano parte di quel consiglio Tiberio Caselli, Marini Agnani, Gianni Lamberti, Vittorio Basani, Adolfo Ferrari. Iniziò così un altro decennio di storia che avrebbe visto i bianconeri ( erano quelli inuovi colori sociali, visto che gran parte dei dirigenti tifavano Juventus) di Borgo Podgora disputare con onore il campionato di seconda categoria. La società dal 1950 al ´70, anno in cui il più rappresentativo e longevo presidente- dirigente mai avuto, abbandonerà:Adolfo Ferrari, ma che ancora oggi è il primo tifoso, non avrà mai una multa, una ammonizione, una squalifica. Un esempio per tutte le società e per tutti i dirigenti!
Come abbiamo detto fu il campionato 1969-70 l´ultimo che vide Ferrari parte attiva all´interno della società, ma in quegli anni che vanno dalla fondazione al 70, la sua presidenza non fu continua. Egli infatti si alternò prima con il dott. Rinaldi che ancora oggi, nonostante sia professionista affermato, occupa un posto privilegiato nel cuore dei vecchi dirigenti e dei tifosi. Rimase però alla presidenza solo per una stagione
Venne poi anche la presidenza di Alberto Muraglia e con lui cresceva come dirigente anche Igino Segala e non solo lui, c´erano anche tra gli altri il dott. Maccioni e Leonardo Rinaldi, fratello dell´ex presidente, che avrebbe poi guidato per alcune (le più belle forse) stagioni la società. Negli anni successivi infine tornò ancora Ferrari che guidò la società da presidente come detto sino al 1969-70, quando per una serie di disavventure personali, fu costretto ad abbandonare. Fu una scelta dura, ma irremovibile, lasciava alle spalle più di 20 anni di vita: i più belli, i più importanti, sicuramente una pagina indimenticabile nella storia calcistica del Borgo. Molti anche in quegli anni furono i giocatori e i tecnici che riempirono le domeniche dei tifosi; tra i tecnici tornano alla mente i nomi di Mimmo Vergara, che occupò la panchina in più di una stagione, la occupò prima nel 1963-64, l´anno successivo sarebbe passato alla polisportiva Pro Cisterna, poi nel 69-70, ma in quell´anno le cose non andarono per niente bene, la squadra si piazzò quart´ultima e subì una valanga di gol, Remo Franchini ne deve aver contati una settantina, ( vinse il campionato il Cave), Bernardini che lasciò al Podgora un grande ricordo di sé, e Nello Pirazzi che in uno dei suoi rari e momentanei divorzi dall´ambiente cisternese ebbe modo di farsi apprezzare per la sua innata passione per il calcio e per i giovani.
In quegli anni vestirono la maglia bianconera tra gli altri: Mattiuzzo, Bragazzi, Franchini Mauro, più tardi anche Remo, Galdon, Odorico, "Pape" Rizzato, Arduin, rovere e tal Picelli che dopo una partita infuocata disputata nel 1964 ad Aprilia, ebbe modo di incontrare in altra sede l´arbitro, sembra a Latina. Ne venne fuori una grossa scazzotata, da autentici pugili in cui vinse ai punti la giacchetta nera di cui purtroppo non siamo riusciti ad avere il nome. Il giocatore fu infatti squalificato a vita! Ferrari lasciava alle sue spalle anche gli anni degli scontri con i borghi limitrofi e con la decaduta Cisterna, anni belli, pieni di emozioni irrepetibili di sicuro!
Nella stagione 70-71 iniziava il dopo Ferrari, alla guida della società; dopo una breve parentesi di D´Onofrio, si ssarebbero succeduti in ordine Leonardo Rinaldi, che così diventerà con pieno merito il secondo personaggio per importanza e longevità nella storia sportiva, Tito Maciucca e Santo Scidone. In quegli anni veniva affidata la custodia del campo sportivo alle mani sapienti di Sante Marzana. In quel primo anno la squadra giunse terza sotto la guida di Feruglio. In quella stessa stagione entrava in società come autentica forza attiva anche Pietro Bongiorno, un uono che ingiustamente perseguitato da un infausto destino avrebbe vissuto sino alla morte, che prematuramente lo strappò dopo alcuni anni alla intera comunità, le vicende sportive quasi in soggezione, nella penombra, soffrì, la sua non fu mai abbandonata da tale quanto indesiderato protagonista, nei tempi più duri, e con maggiore forza gioì quando la squadra raccolse nella stagione successiva il suo primo grande risultato: la promozione in prima categoria. Era il 1972. Il presidente Rinaldi rappresentava l´espressione felice di una società solida. Il tecnico era Feruglio: Gli artefici di quell´impresa furono: Ferrari, Franchini R., Bragazzi F., Dian, Bragazzi R., Franchini S., Feruglio, Leonoro, Battistella, Salvagni. Daldin che aveva vissuto una stagione splendida all 15° di andata contro il Sermoneta, riuscì con un gol bomba su punizione a sfondare la rete, finì 3-2. Il buon Luigi meritò l´appellativo di "polifemo", ea fine campionato partì per Genova acquistato dalla Sampdoria, in cerca di fortuna, che trovò solo a netà. Divenne infatti una buona punta semiprò.
Il Podgora mise in fila in quella stagione il Roccagorga e il Sermoneta. Nei successivi campionati il Podgora militò in prima categoria al termine dei quali nel 1976 retrocesse. Alla guida della squadra rimase sempre Feruglio che nelle ultime stagioni aveva appeso le scarpe al fatidico chiodo.
La squadra agli inizi, 1972-73, ebbe modo anche di farsi più che apprezzare, giunse infatti tra le prime 5 nell´anno in cui il Terracina segnava il ritorno in promozione: Il Podgora pareggiò sul campo della capolista col risultato di 1-1. In quegli anni la squadra andò via via rafforzandosi con giocatori più che validi, ma che in campo non si capivano poi tanto (fu forse quella infatti una delle cause della retrocessione). Piva che sarebbe stato una autentica colonna della difesa(richiesto più volte dal Cisterna avrebbe sempre rifiutato), Roma, Castellani, Fantin, Agnani, Leonoro, Everardo, Bragazzi, tutti i nomi di atleti che vestirono le maglie dell´U.S. Nuova Podgora. Nel 74-75 la squadra arrivò terz´ultima, ma la federazione evitò la retrocessione con il ripescaggio. Ma questa non potè essere evitata l´anno successivo quando la squadra giunse penultima; fu quello un campionato amaro. La squadra non andava proprio. I tifosi con a capo i vari Fante Agnani, Severino Tenan, "Bimbo Tognon", Nardi ecc. non potevano che tornare da Borgo Piave se non a testa bassa. Infatti da quella stagione e per quattro anni il Podgora costretta in esilio, avrebbe avuto l´assillo per un efficiente campo da gioco, quello vecchio fu prima smantellato e poi rimesso su in scala ridotta.
Leonardo Rinaldi non abbandonò, nonostante la delusione, la società. Rimase ancora un anno e chiamò come allenatore Giglietti il quale mise in piedi una squadra piena di giovani che, nonostante tutto, ebbe modo di farsi apprezzare arrivando nelle prime posizioni. Vennero così alla ribalta i giovanissimi: Maggiacomo, Duras, Marchigiani, Segala che al termine della stagione finì al Cisterna. Con quella stagione si chiudeva anche l´era Rinaldi, il Borgo cresceva e bisognava òasciare spazio anche alle nuove leve. Lo scettro passava così per due anni nelle mani della "meteora" Tito Maciucca. Questi raccolse nonostante tutto un grande primo posto, e un altrettanto onorevole secondo. Nel campionato 1977-78 la squadra avrebbe disputato uno dei più bei campionati se non il più bel campionato della sua storia, conquistò il primo posto con ben 47 punti, fu imbattuta per l´intera stagione mentre il Fondi giunse secondo. Gianni Agnani quell´anno vinse il titolo da capocannoniere con 18 gols, Ferrari ne subì appena 14. Ma i tifosi non poterono mai assaporare in pieno la gioia di quel grande ritorno in prima categoria.Un giocatore del Borgo Grappa, tal Mancini, che poi non godeva di buona fama, mercenario quale lo raccontano, denunciò un presunto illecito commesso da un dirigente del Podgora, e ancora oggi ci si chiede perché mai con una squadra tanto forte una così incauta leggerezza. Nella partita Borgo Grappa- Podgora , finita 2-1 per gli ospiti, con un autogol realizzato dallo stesso.
Fu creduto e il Podgora rimase così in seconda categoria. Con una squadra da primato era inevitabile puntare ancora alla vittoria finale, ma nel campionato 78-79 la squadra di D'Agostino che improvvisamente ammalatosi, praticamente fu guidata dall' inesauribile Ezelino Stocco per l'intera stagione, non riuscì nell'impresa. Quell'anno c'era da fare i conti con il S. Michele di Bepi Pellegrini che aveva nelle sue fila un tal Patoini che di gol ne fece 26. Il Podgora nonostante avesse nelle sue file giocatori di categoria superiore come Rinaldi (11 gol), Giari (7 gol), Agnani (7 gol), non riuscì ad andare oltre il secondo posto. Maciucca giunse così al capolinea; aveva vissuto due stagioni d'oro con il Podgora, ma non bastavano, perché alle sue spalle cresceva il carisma di Santo Scidone, l'ultimo presidente salito a tutt'oggi alla guida del Podgora. Un uomo che da tre stagioni ha saputo mantenere insieme ai giovani che ha attirato intorno a sé con il suo fascino , le grandi promesse fatte alla vigilia del suo insediamento. Egli, come accade per i protagonisti più grandi, ha saputo creare intorno all'ambiente grandi entusiasmi, ma lui è un uomo che vive di entusiasmo, speriamo non lo esaurisca ! e nello stesso tempo anche quel pizzico di ostilità che non guasta. La speranza è che queste piccole barriere cadano e che i tanti rivoli che con successo si sono andati formando in seno alla Polisportiva diventino presto fiumi con argini indistruttibili.
Abbiamo parlato della Polisportiva: questa fu fondata nel 1979 all'insediamento dell'attuale direttivo con la sidenza affidata appunto a Santo Scidone. Il colore sociale scelto fu l'azzurro che al di sopra di ogni fazione voleva e vuole rappresentare la più bella espressione sportiva: il colore dello sport nazionale. La prima grande soddisfazione per i dirigenti venne con l'inizio del campionato, il comune aveva finalmente provveduto a realizzare il nuovo rettangolo di gioco. Fu così inaugurato il nuovo campo comunale : il Pietro Bongiorno, in omaggio allo scomparso dirigente, fu quello il giorno per una grande festa dello sport. Il nuovo campo era e lo è ancora oggi davvero bello, uno dei migliori della provincia con degli spazi necessari sia per gli allenamenti che in previsione per il futuro: con gli spazi per un eventuale pista di atletica e per due campi da tennis: Iniziava il campionato 79-80 con la squadra affidata all'ex giocatore Tonino Marras, ma le cose non andarono troppo bene, fu così sostituito con Gambararo che alla fine portò la squadra al 6° posto. Dopo anni di autentico vertice , il Podgora sembrava vacillare paurosamente, vinse il campionato il Priverno di Franco Morano che a Borgo Podgora le aveva buscate.Fu così che iniziò il campionato 1980-81 sempre con grandi ambizioni, ma forse con meno entusiasmi. La squadra, ancora affidata alle cure sapienti di Gambararo, mentre le paure caddero di colpo, iniziò a girare subito alla grande. Aveva l'ossatura del passato e in più nelle sue fila militavano giocatori che tranquillamente avrebbero trovato posto in una squadra di categoria superiore, gente come Toselli, Fornasier, Agnani, Mannarelli insieme a tutti gli altri ormai non potevano fallire la promozione. Sulla strada però c'erano avversari più che agguerriti come il Fossanova e la Manifattura del Circeo di Adriano Alibardi, la bagarre a metà del girone di ritorno era più che accesa e il Podgora, terzo alle spalle delle due irriducibili avversarie, sembrava non potercela fare. Alla distanza però i tessili della manifattura andarono via via calando e così la squadra di Gambararo arrivò splendita seconda con 44 punti alle spalle del Fossanova, prima a 45. Il Podgora dopo tanti anni di vertice, di promozioni annullate, di promozioni fallite per un soffio, tornava alla grande in prima categoria. Artefici di quella promozione sono stati tutti insieme giocatori, tecnico, società che via via è andata assumendo il carattere, nel significato vero della parola, di "Polisportiva".
Un ambiente sereno e nello stesso tempo caricato al punto giusto, che è riuscito a dare notevole serenità alla squadra anche nei momenti più delicati. Il riconosciuto giusto merito va anche ai protagonisti della splendita stagione del Podgora: Ferrari, D'Arienzo, Polizzi, Toselli, Zecchini, Maggiacomo, Fornasier, Agnani, Mannarelli Marchiggiani, Mozzato. A partire dalla stagione 81-82 per il Podgora di Santo Scidone è quindi nuovamente prima categoria. La squadra che ha perso alcuni protagonisti della scorsa stagione: Fornasier, Zanella, Zecchini, si è rafforzata con l'arrivo del portiere Civiero, che ancora giovanissimo era stato lanciato proprio dal Podgora, e con i vari Di Marco, Colasanti, Manaslovich, Trovò e Parpinel.
Regalo ancor più bello per i tifosi è giunta la tribuna, il Pietro Bongiorno, infatti, a partire dalle prime di campionato dispone oltre che dei quattro tralicci predisposti per l'installazione dell'illuminazione, di una bellissima tribuna in ferro coperta per 500 spettatori, gradito omaggio della Capannoni Tronchin, che rende l'impianto a maggior ragione tra i più belli della Provincia.
La squadra dal canto suo è affidata ancora a Gambararo, che punta, vista la non indifferente rosa di cui dispone, molto in alto, ed è certo che non deluderà i tifosi borghigiani, né tantomeno la società che continuamente vede trasformare i suoi innumerevoli rivoli in autentici fiumi: dopo il calcio, l'atletica, il ciclismo, presto verranno il motociclismo e il calcio femminile, e chissà che .....
Regalo ancor più bello per i tifosi è giunta la tribuna, il Pietro Bongiorno, infatti, a partire dalle prime di campionato dispone oltre che dei quattro tralicci predisposti per l´installazione dell´illuminazione, di una bellissima tribuna in ferro coperta per 500 spettatori, gradito omaggio della Capannoni Tronchin, che rende l´impianto a maggior ragione tra i più belli della Provincia.
La squadra dal canto suo è affidata ancora a Gambararo, che punta, vista la non indifferente rosa di cui dispone, molto in alto, ed è certo che non deluderà i tifosi borghigiani, né tantomeno la società che continuamente vede trasformare i suoi innumerevoli rivoli in autentici fiumi: dopo il calcio, l´atletica, il ciclismo, presto verranno il motociclismo e il calcio femminile, e chissà che .....
Da Santo Scidone e da Borgo Podgora ci si aspetta ancora qualcosa " di nuovo" per rinnovare quella che ormai è divenuta " una tradizione"...


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